IL PASSAGGIO A NORD OVEST

IL BLOG di Kamana Expedition Da Ovest ad Est, a Nord delle Americhe

Il giorno prima della partenza… cosa ci ha lasciato Nome? E chi sono gli altri “pazzi” come noi?

21.07.2017.

“Nome è veramente un posto che non assomiglia a nessun altro. Affacciato sulle gelide ed inospitali acqua del Mar di Bering, e’ un posto senza dubbio ricco di fascino.

Strade di terra battuta, draghe abbandonate ad ogni angolo e sull’angolo opposto un vecchio saloon. Ovunque si vedono scritte o cartelloni con foto di cani da slitta, infatti qui, ogni anno, arriva la corsa di cani da slitta più famosa al Mondo, l’Iditarod. Ci sono più  saloon a Nome che in tutto il resto del Bush (con questo per gli americani indicano i territorio non raggiunto dalle strade principali) 

 

Ai tempi della corsa all’oro contava una popolazione di oltre 20.000 cercatori d’oro, oggi conta poco più di 3500 abitanti. I più ancora coinvolti nella ricerca d’ oro. Le draghe però si sono spostate dai fiumi al mare. Il porto infatti e’ l’unico in Alaska, dove al posto di pescherecci che rientrano dal mare stracolmi di pesce, e trafficato da piccole e medie draghe abbarbicate in qualche rude maniera sulle delle piatte improbabili, che rientrano in porto per scaricare polvere d’oro. Durante la stagione estiva, tutti i nuovi cercatori, escono a poche miglia dal porto e dragano il fondo marino alla ricerca della ricca polvere.

Il processo è abbastanza rudimentale, con dei setacci che separano i detriti dalle piccole pepite, ma soprattutto dalla polvere che si deposta sotto 50/60 cm dal fondo marino”.

Kamana experience tettamanti

Enrico, in banchina, il giorno prima della partenza.

“A Nome d’estate il sole tramonta poco sotto l’orizzonte e solo per un paio d’ore senza mai dove in ogni caso non appare mai la notte. Tutta questa luce, sfasa il bioritmo di qualsiasi persona.  Cosi ti ritrovi a passeggiare alle 4 di mattina, convinto che sia mezzogiorno…”

Non poteva esistere un posto migliore dove aspettare le condizioni meteo giuste per salpare…

Qui hai tutto, ma non hai niente. La linea del telefono c’e’ ma poi cade e nessuno sa quando verrà ristabilita. Ti puoi fare arrivare dei pezzi, ma sapendo che al 50% non arriveranno mai, o in grande ritardo… Al supermercato un giorno trovi frutta e verdura o degli ottimi prodotti, e tre giorni dopo gli scaffali sono vuoti e nessuno sa bene quando verranno riempiti nuovamente. Insomma e’ il posto giusto per dei navigatori Artici, che anche in porto sicuro ed abitato,  iniziano a capire perfettamente che gia’ da qui, si puo’ nulla e’ scontato…”

I comandanti di navi o rimorchiatori, abituati a navigare in queste acque, sono sempre delle fonti inesauribili di preziose informazioni. Nessuno di loro rimane indifferente d’avanti ad una barca a vela ormeggiata tra di loro con in programma di salpare per passare da un Oceano all’altro affrontando il mar Artico.

Tra i navigotori invece c’e’ un continuo ritrovarsi e scambi di opinioni ed osservazioni sulle condizioni dei ghiacci. I più sono amici già conosciuti in qualche altra destinazione alle alte latitudini e con chi ci si è mai incontrati, si hanno almeno un paio di amici in comune…Tutti hanno i loro stili e i loro modo di pensare. Ci sono anche due solitari. Uno dei quali e’ un ragazzo olandese, che avevamo incontrato a Puerto Williams in Cile.

Bart ha gia’ fatto il passaggio a Nordovest 4 anni fa, e aveva svernato sopra l’80 parallelo in solitaria: racconta ancora oggi con emozione della sua primavera polare, con l’uscita dal buio perenne e dai -40 gradi che ha dovuto sopportare per 3 mesi... Gli Orsi polari che gli sono andati a far visita sono stati 60 e tra questi una mamma con il suo piccolo, avevano preso il pozzetto di Tranquilo, come un comodo solarium per scaldarsi dopo l’inverno, evidentemente anche per loro non deve essere cosi confortevole.

Visto la giovane eta’ abbiamo fatto molto amicizia con una coppia di Norvegesi, che girano il mondo con una barca in legno ad armo aurico senza nessuna protezione esterna, nessun winch e con pochissimo gasolio. Possono quindi navigare quasi esclusivamente a vela, perché il poco gasolio lo devono conservare per il riscaldamento di bordo.
La cosa piu’ affascinate di loro è che Jan, e’ un genio matematico ed insegna via e-mail , quando può con Skype, ai suoi alunni all’univesrità di Bergen.

Noi a Nome abbiamo fatto le ultime migliorie alla barca. Installato il nuovo radar di back up, aggiornato tutto il software, preparato l’attrezzatura che useremo in navigazione, e studiato le carte dei ghiacci quotidianamente.

Oltre ai lavori di bordo, siamo andati a fare dei giri stupendi nell’entroterra, dove mandrie di buoi muschiati regnano sulle sterminate colline della tundra.

Abbiamo anche approfittato per prendere piu’ confidenza con il fucile, facendo tiro a segno sugli argini dei fiumi. Qui e’ d’obbligo avere a bordo un fucile sufficientemente potente per poter affrontare un orso e ovviamente e’ indispensabile che tutto l’equipaggio lo sappia usare. Fortunatamente l’incontro con un orso aggressivo rimane sempre remoto, ma purtroppo, negli ultimi anni, gli orsi polari trovano sempre meno cibo da cacciare, visto che non ci sono più i ghiacci per poter andare in mare e sfamarsi di foche, cosi sono diventati più aggressivi nei confronti dei pochi esseri umani che incontrano e che riconoscono come ottimo cibo!

Ovviamente non abbiamo perso l’occasione di relazionarci il piu’ possibile con gli abitanti locali. Andando nei saloon, dove a fine giornata, si radunano i cercatori d’oro e pescatori, o semplicemente invitando a bordo le svariate persone che vengono a vedere la barca affascinati da chi arriva qui, alla fine del mondo, semplicemente per il gusto di farlo.

Author: