KAMANA SAILING EXPEDITION

KAMANA SAILING EXPEDITION

Ghiaccio

IL PASSAGGIO A NORD OVEST – LUGLIO/AGOSTO 2017

 

L’IDEA
Il passaggio a Nord Ovest è uno dei grandi miti dei navigatori, collega due Oceani, Pacifico e Atlantico, nell’emisfero boreale passando quindi a Nord del Canada, in territorio Artico. Una volta impossibile o difficilissima, con il surriscaldamento climatico degli ultimi vent’anni è diventata un’impresa sempre ardua, ma affrontabile. Da chi ha conoscenze ed esperienza sufficienti.
Il più famoso e il più percorso è quello da Ovest verso Est, meno battuto è quello opposto. Quello che sta tentando Kamana Sailing Expedition.

 

LA ROTTA
Kamana Expedition prima di arrivare alle alte latitudini era stata a Baja California per la stagione invernale 2016/2017. È salpata da La Paz il 10 maggio per Honolulu (Hawaii) e il 5 giugno per Dutch Harbour, nelle isole Aleutine, in Alaska. Da qui un trasferimento 650 miglia più a Nord, a Nome sempre in Alaska, nel mare di Bering.
Da lì ha aspettato la “finestra meteo/ghiacci” giusta per iniziare la rotta verso l’Atlantico, via Mar Artico, è partita il 21 luglio.
Il percorso che farà sarà quella che viene definita la Route 6, la più sicura, che viene compiuta in entrambe le direzioni. Ci sono in totale sette rotte, ed è interessante (e inquietante) notare che una volta ce n’era una sola, molto a Nord. Poi lo scioglimento dei ghiacci polari ha aperto nuove vie.
Da Nome Kamana attraverserà lo stretto di Bering tra capo Dežnëv, il punto più a est del continente asiatico, e capo Principe di Galles, il punto più a ovest del continente americano, e poi metterà la prua a Est, attraversando il mare Beaufort, a nord dell’Aalaska.

Poi entrerà in territorio artico canadese e in particolare farà tappa a Cambridge Bay su Victoria Island, dove a Enrico, Camilla, Marcello e Massimo si unirà il resto dell’equipaggio. Poi rotta ancora a Est verso Gjoa Haven su King William Island e poi di nuovo Nord per passare nel Canale di Fort Ross (tra Gibson Island e Somerset Island) per poi passare a Nord dell’Isola di Baffin e entrare nella baia omonima. Quindi si arriva nello Stretto di Davis, di fronte alla Groenlandia, in Atlantico, e poi infine Nuuk, la capitale della Groenlandia.

Nel complesso sono 2.500 miglia da Nome a Lancaster Sound che segna il completamento del passaggio a NW e 3.500 fino a Nuuk.  La rotta, nel dettaglio è: Bering Strait, Chukchi sea, Beaufort Sea, Amundsen Gulf, Corination Gulf, Simpson Strait, Rae Strait, Bellot Strait, Prince Regent Inlet, Lancaster Sound, Davis Strait.

 

LE DATE… UNA FINESTRA DI TEMPO MOLTO BREVE
In questa zona del mondo è tutto completamente ricoperto di ghiaccio da circa il 20 settembre a circa 20 luglio. È dalla metà di luglio in poi che Kamana potrà partire, aspettando le condizioni meteo favorevoli. Dal 20 agosto il tempo da quelle parti inizia ad essere perturbato e poi, una volta arrivati in Atlantico, bisogna fare in fretta a trovare un posto sicuro, dalla fine di settembre inizia infatti la stagione degli uragani. In sostanza il momento buono, quello per il passaggio più a Nord, è tra il 20 di luglio e il 15 agosto.
In particolare quest’anno sembrava essere una stagione molto favorevole per l’attraversamento del passaggio a NW (e purtroppo pessimo per il nostro pianeta), ma il mese di maggio è stato contrassegnato da molte burrasche e abbondanti nevicate che hanno ricompattato i ghiacci. E la situazione è diventata un po’ più complicata…
Ci sono stati anni in cui passare è stato molto semplice (ad esempio il 2012) e anni in cui nessuno è passato (2014).

 

COSA SIGNIFICA TENTARE IL PASSAGGIO A NW?
– Il ghiaccio, ovviamente, è il fattore principale per da tenere sotto controllo. Per misurare la sua presenza si usano due indicatori principali, la copertura (in percentuale) e lo spessore (in centimetri). Ci sono dei siti specializzati per avere le “Ice Charts”. Su Kamana Expedition, grazie a sistemi satellitari all’avanguardia, sono in grado di fare analisi meteo approfondite ma, per avere un ulteriore confronto e un supporto da dei professionisti utilizzano il servizio di Commander’s Weather. Da anni Enrico Tettamanti, per le traversate importanti, utilizza i loro preziosi servizi.

Il rilevamento avviene grazie ai satelliti. Serve che ci sia una copertura massima del 30%, e uno spessore di massimo di 15 cm.
Non bisogna restare bloccati, soprattutto per uno scafo in vetroresina come quello di Kamana Expedition. Ecco che bisogna calcolare con precisione se, una volta iniziata la traversata, continuare nel tentativo di passaggio o se tornare indietro e quindi Individuare il punto di “non ritorno”. Esistono porti dove “svernare”, ma per gli scafi in vtr è sostanzialmente inaffrontabile.
– In quanti, in passano? La statistica dice circa il 20% sul totale dei tentativi. Considerando solo gli equipaggi più esperti e con professionisti della vela a bordo (come su Kamana Expedition) si sale a circa il 40%
– Chi compie la rotta da W a E, come Kamana, deve essere particolarmente conservativo. Il ghiacci si aprono prima a Ovest, poi a Est. Il che significa che il passaggio può iniziare prima, ma anche che anche la via del ritorno si chiude prima.
– Si naviga principalmente a motore, Kamana Expedition conta di percorre circa 70/80 miglia al giorno in presenza di ghiaccio (si viaggia a circa 3 nodi di velocità di avvicinamento). Quando l’acqua è libera le medie ovviamente si alzano molto, fino a 150/180 miglia al giorno (circa 7 nodi) anche quando c’è la nebbia, non si può perdere tempo vista la brevità della finestra meteo disponibile.
– La temperatura media è di 0/5°, ma il riscaldamento di bordo è molto efficiente… Un aspetto positivo è che c’è luce 24 ore al giorno. Uno dei problemi principali è la nebbia, spesso fitta e persistente, soprattutto sul tratto orientale del passaggio. Il mare all’opposto, generalmente non alza tantissima onda, si naviga in zone protette. Il punto più impegnativo, per questo aspetto , non a caso, è quello iniziale a Punta Barrow (l’angolo più in alto e a Ovest dell’Alaska) dove si fa sentire il fetch di tutto il Mare Glaciale Artico.

 

LA BARCA
Il Plum, questo è il nome della baca di Kamana Sailing Expedition, è un elegante cutter Solaris 72 dei cantieri Se.Ri.Gi di Aquileia, batte bandiera Maltese, l’equipaggio è italiano. È un progetto di Doug Peterson e di Dick Young, che ne ha curato il design. Ha 5 cabine, è lungo 21 metri, largo 5,64, disloca 43 tonnellate per un pescaggio di 3,0 metri, disegnato e poi ottimizzato per navigare ovunque, dai Poli all’Equatore, nella massima sicurezza e autonomia (ha 2.000 litri si riserva d’acqua e 1.500 di gasolio). A differenza della maggior parte delle altre barche che navigano alle latitudini estreme non è né in alluminio né in acciaio, ma in vetroresina.

 

LE DOTAZIONI DI BORDO
A bordo ci sono un generatore da 17,5 kW un impianto di riscaldamento a Webasto a gasolio (oltre a quello dell’aria condizionata). A bordo ci sono anche un sacco di “giochi”: 5 kitesurf, un windsurf, un kayak, 4 kit completi per le immersioni, con compressore Bauer e bombole da 12 litri; c’è poi una dotazione completa per fare qualsiasi ripresa o fotografia, anche sott’acqua o dall’aria (i droni sono tre); c’è, soprattutto una dotazione professionale di strumenti per navigazione, sicurezza e per le comunicazioni, tra  cui: due radar, tre satellitari (un Iridium Pilot con stazione fissa a bordo per voce e dati alta velocità, un’altra dock station con un Iridium Extreme, per dati/voce ed un Iridium Extreme per emergenza) , PC di bordo con MaxSea per la cartogarfia. E poi Epirb, Ais, Ais Mobile e l’InReach di Garmin (con la casa americana c’una partnership per la strumentazione).

Tutto l’equipaggiamento tecnico personale (cerata, intimo termico, secondo strato…) è stato fornito dalla Montura, che ha studiato molti capi ad hoc per questa spedizione. Enrico Tettamanti è testimonial della linea nautica di Montura, marchio di altissima qualità e punto riferimento per la realizzazione di capi tecnici per la montagna.

 

CHI HA FATTO PER PRIMO IL PASSAGGIO A NORD OVEST?
Fu il norvegese Roald Amundsen che ci impiegò tre anni, dal 1903 al 1906, sul GjØa un peschereccio per la pesca delle aringhe convertito alla nobile impresa (che partì appena i tempo prima di essere bloccato dai creditori che volevano indietro i loro soldi).
I primi a riuscirci in un solo anno furono i canadesi della Reale Polizia a cavallo, solo nel 1944, con lo schooner St. Roch.
Il primo diportista a riuscirci? Willy de Roos, Nel giugno 1977 con il suo 13 metri  Williwaw, battente bandiera belga. De Roos  non solo fece il passaggio, ma continuo “dritto” fino al suo ritorno in Belgio passando da Capo Horn, fu quindi il primo non professionista anche a circumnavigare tutte le Americhe.

 

QUALI BARCHE ITALIANE DA DIPORTO HANNO FATTO IL PASSAGGIO A NW?
Sono state due, entrambe nel 2102, ma entrambe da Est verso Ovest. Passarono il Billy Bud, 30 metri bandiera inglese, ma equipaggio professionista in gran parte italiano, a cominciare dall’armatrice e comandante Mariacristina Rapisardi; e anche il Best Explorer cutter in acciaio di 15 metri dell’armatore torinese Nanni Acquarone. Una spedizione interamente autofinanziata a nome dell’Associazione Arctic Sail Expeditions, battente bandiera italiana.

 

L’EQUIPAGGIO E IL KAMANA PROJECT
Navigare in tutto il mondo, nel rispetto della natura e dei suoi ritmi. Raggiungere gli angoli più remoti del globo, su una barca a vela, in silenzio”.
Enrico Tettamanti è un marinaio che viene dalla montagna, da Pomarolo, nel Trentino. Naviga sin da piccolo, da 20 anni è skipper professionista, ha navigato per più di 190.000 miglia in tutto il mondo. Ha doppiato sette volte Capo Horn e fatto 20 traversate oceaniche, alle varie latitudini. Nel 2002 ha dato vita al suo primo progetto Kamana (su un bellissimo Cigalle 16), la vela estrema alla portata di tutti, andando a navigare nelle zone più remote del pianeta. Da allora Kamana Expedition (nel 2011 è arrivato Plum, il Solaris 72) è sinonimo di esplorazione e spedizione, andare nei posti dove solo pochi vanno. Esploratore d’animo e di professione, è in grado di accompagnare chiunque in una delle sue tante avventure, in totale sicurezza. Uno dei pochi skipper al mondo ad aver raggiunto tutte le mete polari più importanti, l’Antartide, la Groenlandia e l’Alaska. Grande sportivo è sempre pronto a condividere le sue passioni con i suoi ospiti. Dal windsurf all’alpinismo, dalla pesca d’apnea al parapendio, dal kitesurf al freeride ski, usando sempre come base la barca.

Il posto più bello che ha visto? E’ la domanda che gli fanno tutti. “Impossibile dirlo, ma certamente un luogo “atomico”, irraggiungibile, meraviglioso è Raja Ampat (Papua Indonesiana) tra il 2015/2016 abbiamo esplorato gli arcipelaghi meno conosciti. E dove non va veramente nessuno. Dalle isole senza nessun contatto con la civiltà della Papua Nuova Guinea (qui vissute le emozioni più belle di sempre con le popolazioni locali) alla Papua Indonesiana, con Raja Ampat  (Ultimo posto al mondo con il corallo vivo al 100%), e le Mergui in Myanmar...”

Enrico è sposato con Giulia Azzalli, con la quale condivide ogni momento a bordo. Giulia, bresciana, è anche inoltre la moviemaker di bordo ed è sempre pronta ad immortalare le scene più belle e suggestive. Hanno un figlio, un anno è già 5.000 miglia alle spalle, si chiama Kay che in hawaiano significa Oceano.

Con loro in questa avventura (e in numerose altre) un amico con la sua famiglia, moglie e quattro figli, dagli 8 ai 15 anni. L’amico, uomo di finanza di stanza alla City di Londra, è anche socio finanziatore del progetto.

Massimo De Luca, per tutti Mafio, era abbastanza scontato che diventasse un velista professionista, vista la scelta dei due fratelli piu’ grandi.  Famiglia di velisti e velai, infatti oltre che a regatare con tutte le classi e gli yachts piu’ famosi nel Mediterraneo, hanno anche costruito uno dei marchi più importanti al mondo per le vele, One sail.

Dal 2010 Mafio gestisce Ourdream, un 80 piedi da regata, comprata da un gruppo di amici tra cui appunto Mafio e Dede. Con Ourdream partecipa a tutte le piu’ importanti regate e manifestazioni Mediterranee, mettendo la barca a disposizione di ospiti che vogliono provare l’ebrezza di navigare tra le boe, con i top velisti al mondo.

Mafio ed Enrico sono carissimi amici e sull’amicizia si basa anche il loro rapporto a bordo. Mafio sale al comando nei periodi in cui Enrico scende a terra per qualche mese all’anno, portando Kamana da un continente all’altro, per essere sempre in grado di seguire la rotta prefissata.

Per questa occasione, hanno deciso di navigare insieme, sia per sicurezza, ma in primis per condividere insieme una delle rotto più affascinanti al Mondo.

Camilla Rothe. “Cami” ha iniziato sulle piccole derive nei laghi Inglesi. A 14 anni dopo quattro giorni su una barca scuola di 72′ è stata presa come volontaria per “il sorriso e la positività”. Non era consapevole del fatto che questa sarebbe diventata  la sua vita; inizialmente come equipaggio per i trasferimenti intorno all’Inghilterra. Poi a 18 anni, come marinaio su Terra di Mezzo, si può dire “nipote” di Kamana. Nelle ferie, istruttore su barche intorno ai 15m, giusto perché il tempo sull’acqua non basta mai.

Marcello Corsi, amico del Kamana, gira il mondo in solitaria con il suo Solaris 48 da 20 anni. Ci siamo sentiti qualche giorno prima della mia partenza dall’Italia verso Nome, e mi diceva che avrebbe fermato la sua Nausicaa in un porto Uruguaiano, per farsi un giro a terra. Gli abbiamo proposto, un po’ all’ultimo momento, di imbarcarsi al volo da Cambridge Bay. Ovviamente non ha rifiutato l’offerta.